6 ottobre 2011

CARO STEVE





a costo di essere impopolare e perdere in 1 nanosecondo tutti i miei followers (so’ironica…),ma com’è che quando muore qualcuno e la notizia va in rete,in 4 secondi s’accendono candele virtuali e il mondo intero sembra che pianga disperato?
premessa:il mio primo pc a 26 anni.una settimana per capire come si accendesse.
io,che ho imparato a fare copia-incolla su sKype grazie ad un 12enne che mentre mi insegnava sta cosa mi rideva in faccia,rotolandosi per terra dalle risate…
e non ho 207 anni per gamba.sono del 1980.solo,il pc non mi serviva.sopravvivevo egregiamente.
arriverò al dunque tentando di non divagare eccessivamente.
steve jobs.un genio.sentito nominare forse 30 volte in vita mia.mai cagato più di tanto.stamani,con la coda dell’occhio continuo a notare scritte che ne riportano la triste dipartita.quindi che fai?non ti informi?certo che sì.nasco curiosa.
benissimo.aaaa,ha fatto il mac.e tutta una serie di cose che non uso.e non userò mai perchè sono un’impedita.
io non ho un mac.il marito ha tentato di spiegarmi la differenza tra il mac e il resto del mondo circa 3/400 volte.non comprendo(ho digerito meglio la regola del fuorigioco).a me le cose astratte,come tutto ciò che riguarda l’elettronica e l’informatica mi resta indigesto.
ho amiche che hanno il mac,e so che se lo porterebbero anche a letto.quindi deve avere sicuramente qualcosa in più.ma io non ne ho idea.per tutto il resto degli aggeggini ammetto mio malgrado di essere ipotecnologica.un dinosauro.
ancora non sono in grado di telefonare col nokia del marito.litigo e impreco contro il telefono più semplice al mondo.dopo 2 anni ancora spengo il telefono col touchscreen con l’orecchio.ovviamente senza volere.
su fb ho notato una cosa divertente.anche la mia amica 56enne,che steve lo legge come si scrive,è lì a piangere questa grave perdita.lei che non sa neppure mandare un sms.che non sa cosa sia itunes,e che fino a ieri non l’aveva manco sentito mai nominare jobs.
il mio domandone:ma com’è che quando uno muore spuntano amici ovunque?com’è che quando muori tutti ti apprezzano?ma hanno davvero questo bisogno disperato di condividere un finto dolore,per dimostrare di “essere informatissimi sui fatti”?o forse davvero io sono l’unica al mondo disinformata?

4 commenti :

Maria ha detto...

In linea di massima condivido pienamente il discorso che hai fatto, di solito è così, qualcuno muore e morendo lo si fa santo subito.
Nel caso di Jobs, e parlo per me ovviamente, non conta tanto il tale o talaltro prodotto da lui inventato e non conta molto neppure averli usati o saperli usare i suddetti prodotti. Di lui ci è piaciuta la sua storia di ragazzo illuminato che ha seguito cuore e istinto, la sua storia di 30enne già arrivato che pochi mesi dopo, all’apice del successo, si è ritrovato con il culo per terra, licenziato dalla sua stessa azienda e lui cos’ha fatto?? Abbrutirsi con alcol e droghe? No. Vivere di rendita coi miliardi già accumulati? Neppure. No, lui si è fermato un attimo, sarà stato pure a pezzi - era umano anche lui - ma poi si è rimboccato le maniche e ha continuato a lavorare, continuando a creare cose che sembravano inimmaginabili. Penso che quello che ci piace di lui non è tanto l’i-phone o qualunque altro i-coso disponibile, è la storia dell’uomo che ci ispira, che ci spinge a seguire l’istinto, a capire cosa ci piace, a rischiare tutto per ottenerlo…. Insomma, io penso sia stato un gran bel tipo, ecco perché stamattina anch’io gli ho dedicato un pensiero. E poi si, un po’ anche perché io il mio mac a letto ce l’ho porto davvero! :)

Un bacione tesoro.

i Bibetti ha detto...

Steve jobs non lo conoscevo fino al discorso all'univesità di Stanford, quando ho saputo del suo tumore e della sua storia. In quei giorni si delineava il mio prossimo futuro, quello di lasciare il lavoro che amavo e che mi faceva sentire realizzata. Ho dovuto cambiare la mia vita e da queste scelte sono approdata al mondo dei blog e sono qui a condividere con voi. continuo a non sapere molto di lui, ma mi piace rileggere il suo discorso, soprattutto nel passo che dice "Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto – tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento – sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore."
questo mi resterà di lui, piuttosto che la sua tecnologia, della quale non faccio uso, se non per l'i-pod... per il resto anche io sono ipotecnologica (mi hai fatto troppo ridere!!!!)
La FEDe =^.^=

✿Lilly❀ ha detto...

quoto in tutto e per tutto il commento di maria. non ho acceso candele virtuali per un sacco di personaggi famosi ma lui non era solo questo. è stato una stella così luminosa ma così umile, capace di esprimere concetti efficaci con una semplicità di applicazione estrema. un po' come i suoi mac. fondatore di un modo di pensare il futuro e la vita stessa che tutti dovremmo imitare.
quindi sì, anch'io oggi saluto steve.

Giorgia P. ha detto...

Da ieri dò lezioni di cinismo applicato su jobs, quindi figurati, fosse per me mi "followerizzerei" altre 6 volte al tuo blog. Non lo celebrerei nemmeno se avessi un i-phone perchè certamente non sarebbe un i-phone a cambiarmi la vita: solo i mediocri si fanno cambiare la vita da un cellulare, trovo tutto ciò molto triste: la gente muore di lavoro e di sacrifici e noi elargiamo la nostra pietà ad uno stra-ricco che ha certamente condotto una vita da nababbo...

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