29 ottobre 2014

PALMA DE MALLORCA ( IL CENTRO STORICO-1)

-Hotel?
-Prenotato.
-Zaino?
-Fatto misurato e pesato (paranoie di chi l'aereo l'ha preso 1 volta in tutta la vita)
-Documenti?
-Presenti!
-Biglietti?
-Merda! devo fare il check in online!

Tra le 23.00 e l'1.00 ho stramaledetto la ryanair almeno un centinaio di volte.  Poi mi sono arresa, ed ho telefonato in piena notte alla mia amica Giulia. Ancora mi sento in colpa. 10 minuti di telefono, presa nel panico più totale, ed eccoli, stampati i biglietti.
Corsa a Bologna, dove arriviamo comunque con un certo anticipo, e dove scopriamo che l'aereo partirà con 3 ore di ritardo.
Lo vogliamo chiamare karma?Così imparo a stampare i biglietti di giorno, 1 mese prima della partenza...
Abbiamo lasciato a Bologna l'aria di ottobre, il freddo pungente della notte, la nebbia, per immergerci in un bagno di luce e colore.
Il tempo di lasciare i bagagli in albergo e saliamo sul primo bus che porta in centro città.
Da Plaza Major parte il nostro percorso attraverso il centro storico,  e attraverso le culture che hanno plasmato questi luoghi, fondendosi perfettamente tra loro.


Le stradine sono calde, affollate, brulicanti di vita multietnica.
Ci godiamo questi 27°C ai primi di ottobre, camminando col naso all'insù.
Di palma ti colpisce subito l'Ordine, l' estrema pulizia, l'attenzione per l'ambiente, la cura del verde urbano.
Le persone sono solari, calme, gentili.
I tempi sono dilatati, e dimentichiamo la frenesia che ci accompagna nel quotidiano.
Attraversiamo Plaza Major, e ci tuffiamo nel cuore pulsante di questa piccola città.


Ogni cosa è presentata nella sua forma più aggraziata e gioiosa.
Delle tante piccole manie che ho da sempre, c'è quella di essere curiosa di sapere cosa c'è dietro alle cose.


Leggete quest'affermazione come una lieve ammissione di follia, ma sappiate che se c'è un cassetto io devo aprirlo, se c'è una scala, voglio sapere a cosa conduce, se c'è una porta, non potendo entrare, sbircerò dal buco della serratura.
Mi incanta il particolare, il dettaglio fuori dallo schema, l'ordine delle cose, ...
Mi fisso a pensare al processo mentale che ha mosso una determinata scelta, alla logica che si nasconde dietro ad un preciso stile o tavola cromatica.
Palma in questo senso è un orgasmo costante, o una sessione di petting spinto al limite della sopportazione.
Cancellate su cortili interni, finestrelle panoramiche, balconcini di appartamenti, scorci di vita quotidiana, portoni, giardini ispano moreschi, all'interno di strutture romaniche, perfettamente fuse con gotico, art nouveau, bizantino, e un moderno che sfocia  in tratti hi-tech.
Trencadis, azulejos, legno, pietra, ferro battuto, vetro.
Io l'ho amata e la porterò sempre nel cuore.



Se vi va seguitemi nel resto del viaggio










27 ottobre 2014

PERCHE' VIAGGIARE?

C'è stato un momento, durato un'adolescenza, in cui ho pensato che avrei visto TUTTO il mondo, perchè è talmente piccolo...
C'è stato un momento in cui mi sono incazzata perchè sembrava che la vita mi prendesse in giro... hai un lavoro? bene, sei inchiodata qui. Non hai un lavoro? E con quali soldi pensi di partire?
Poi è venuto un altro momento, quello in cui mi sono stufata ed ho cominciato a pensare che se lavoravo avevo il sacrosantissimo diritto a delle ferie, retribuite o meno, che no, non sono a casa dei parenti, a meno che non ti invitino nella loro villa di Santorini, o nel loft a NY. E dato che al più avevo una zia in Valtellina, e che ci son già stata, ho finito i parenti.
Poi sono diventata mamma, ed in 9 mesi di gravidanza mi sono ripromessa decine di cose, tra le quali portare Diego in una capitale per ogni suo compleanno.
Diego è nato, ed abbiamo lievemente aggiustato il tiro, perchè la gestione di un moccioso in trasferta è un tantino più complicata del previsto.
Comunque sia per i suoi 3 anni abbiamo deciso di portarlo 2 giorni a genova, ma era troppo piccolo per poterlo ricordare, e detta schietta, per noi è stato un calvario. Così abbiamo convenuto fosse meglio attendere che camminasse autonomamente per tratte considerevoli.
Nel periodo di natale 2011 cercavo un regalo da fare a lui, e passando davanti alla vetrina di un'agenzia di viaggio mi ha incuriosito un cofanetto EMOZIONE 3: 249 euro, e 16 mesi per andare in viaggio. Avrei avuto modo di trovare un volo, una struttura, ed il periodo dell'anno adatto per partire.
Per chi non lo sapesse, questi cofanetti hanno all'interno diverse mete, in diverse nazioni, e per ogni città c'è più di un hotel in cui pernottare, con formula notte/prima colazione.
Ho scartato paesi di cui non comprendo la lingua, neppure per quel minimo indispensabile per non morire di fame, paesi freddi/piovosi, paesi con cucine troppo diverse, o per far mangiare gli uomini di casa mi sarebbe toccato McSchifo 2 volte al giorno o pizza, visto che pupo non mangia al Mc.
Inizialmente volevamo andare a Bruxelles, poi all'ultimo momento abbiamo optato per la spagna e per una meta piccola, comoda e visitabile in 3 giorni.
Las Palmas è stata una scelta azzeccatissima.
Avevo il terrore di trovarmi in una Pinarella dal gusto spagnolo, con bazar turistici ad ogni angolo, gente che fa la spesa col costumino a mutanda e il telo da mare buttato su una spalla, invece ho dovuto ricredermi. Palma è meravigliosa. Resta fin ora il miglior viaggio mai fatto.
Prima di raccontarvi Palma, vorrei ringraziare i ragazzi di Hotusa (che è la società dietro al cofanetto), che sono stati gentilissimi.
Dalla prenotazione, alle richieste improbabili, tipo..."lo so che tu sei a madrid, ma secondo te mi conviene il taxi o il bus dall'aeroporto all'hotel? che numero è il bus? e il taxi quanto costerà?". Roba che io mi sarei mandata nel casino da sola, invece loro mi hanno mandato la piantina, con la strada più corta evidenziata, il numero del bus, ed il telefono del punto informazioni della città, hanno contattato l'hotel, che ha dato loro l'informazione sul costo della corsa del taxi, dicendo che se ci avessero chiesto di più, arrivati a destinazione dovevamo entrare e mandare qualcuno dell'hotel dal tassista.
Sicuramente se avessi cercato un b&b, o un albergo su tripadvisor avrei speso qualcosina in meno, o semplicemente avrei trovato un hotel più carino, ma sono contentissima di come siano andate le cose.

Quando si calcola il costo per un viaggio, tenete sempre presenti diverse spese accessorie, che sembrano scontate, ma non lo sono.
Se avete chi può accompagnarvi in aeroporto, approfittate, perchè il parcheggio non è esattamente gratis.
Per andare a Palma abbiamo prenotato prima un parcheggio privato, con servizio navetta da e per il Marconi.
----------->Qui   troverete una serie di informazioni sui parcheggi ed i vari servizi, in diverse città. Noi, dopo il bagno di lacrime e sangue al rientro dal viaggio di nozze, nel quale abbiamo parcheggiato all'aeroporto (sì, lo so, adesso lo so, ma la pivellaggine si paga cara!), abbiamo optato per un comodissimo Park to Fly, del quale non posso che dire bene, tranne che per il fatto che se non ci siete mai stati NON SONO FACILI DA TROVARE (soprattutto di notte, nel mezzo del nulla!). Partite quindi con largo anticipo, e fatevi il segno della croce, o alla peggio chiamateli e ditegli dove vi siete persi, ma senza piangere o singhiozzare...
Prima di decidere una meta, chiaritevi le idee su cosa volete fare una volta arrivati, perchè uno stesso luogo può avere decine di chiavi di lettura. Io ovviamente mi concentro su città piccole, con mezzi pubblici, con aree verdi, monumenti e attrazioni per bambini, e una certa vivibilità diurna, e costi limitati.
Per capirci, non andrei mai ad Ibiza ad agosto con un bambino di 7 anni. O potrei anche farlo, ma con la consapevolezza di aver perso una buona fetta di tutto ciò che la vita notturna di Ibiza può offrire (e certamente anche un bel rodimento di FEGATO), o non punterei diretta a Londra, perchè in 3 giorni so già che non vedrei neanche 1/10 di quello che vorrei vedere. Stabilite le priorità, cercate info aggiuntive in rete, chiedete agli amici, fatevi consigliare cosa mangiare e dove, e soprattutto fatevi dire dove hanno preso delle sole galattiche.
Se volete vedere una mostra, un museo, un parco, o qualsiasi cosa, cercate il sito e arrivate già col biglietto alla mano, perchè salterete file, spesso chilometriche, e on-line con buona probabilità avrete uno sconto sull'entrata.
Prima del nostro ultimo viaggio, sono finita su un sito molto carino, che mi è stato utile. Ve lo segnalo, che non si sa mai: viaggi-lowcost.

Una volta che vi siete fatti un'idea, partite leggeri, non dimenticate la macchina fotografica e scordatevi TUTTO quello che pensate di sapere, perchè ogni viaggio è speciale ed unico, fate spazio per nuove esperienze abbandonando qualunque preconcetto, bello o brutto che sia. Siate pronti a ricredervi. Seguite l'istinto.
Viaggiare creare e studiare sono tra le cose che più mi danno gioia e soddisfazione. In qualunque caso sono i soldi meglio spesi.SEMPRE.





24 ottobre 2014

RICETTA DELLE TAGLIATELLE FATTE IN CASA

Sono cresciuta in un paesino umbro, non mi serve neppure chiudere gli occhi per sentire l'odore dalla cantina del nonno, i salumi appesi, il mosto, l'olio e l'aceto, le verdure fresche, le spezie e i sughi. Ogni stagione era una festa, o forse io la vivevo così, perchè non ho mai sentito nonno e nonna lamentarsi della fatica disumana del fare tutto a casa, perchè diciamolo: è roba da super eroi autoprodurre tutto. Sono stata cresciuta con semplicità, col pane con l'olio, coi succhi di frutta fatti in casa, con bruschette al pomodoro e tagliatelle. Le tagliatelle di nonna. Quelle tagliatelle che si materializzavano nella ciotola della pasta, perfettamente condite col sugo alle salsicce, fatto bollire dalla prima mattina sulla stufa. Poteva cascare il mondo, ma la domenica alle 13.20, nonna versava sulla pasta appena condita, una bella manciata di parmigiano che io e nonno avevamo grattato con la grattacacia di legno e gridava "A TAVOLAAAA!".
Eppure, nonostante io sia stata permeata di sapere contadino, sono arrivata a 30 anni senza aver mai fatto la sfoglia. Grave. Gravissimo. Almeno secondo il mio punto di vista, è un dovere morale essere in grado di fare la pasta in casa, per svariati motivi, tra cui:
- se non hai fatto la spesa, 2 uova e un pò di farina in casa ce l'hai sempre.
-le tagliatelle comprate sono tutte UGUALI, e la sfoglia non assorbe mai bene il sugo, e sanno di poco.
-su 3 euro di una confezione paghi più l'imballaggio e la benzina per il trasporto al negozio, che le tagliatelle stesse, che comunque mi si sbriciolano sempre tra il negozio e casa, quindi visto che nei miei buoni propositi c'era uno stile di vita un pò più ecosostenibile, ogni tanto è bene perdere mezz'ora e poi stimarsi per 2 per aver fatto una cosa buona!
Ma veniamo a noi...

OCCORRENTE per circa 300 g di tagliatelle:
-200 g di farina bianca 
-2 uova a pasta gialla (ma vanno benissimo anche le altre) 
*se le uova sono piccoline, aggiungetene un altro, o l'impasto sarà troppo secco e non si lavorerà bene
-1 cucchiaio di olio e.v.o.

1 spianatoia,1 matterello,1 forchetta,1 cucchiaio e nel mio caso una ciotola di media grandezza, nel quale impasterò gli ingredienti finchè non saranno amalgamati, 1 canovaccio.

1. Mettete  200 g di farina dentro alla vostra ciotola, e con la mano fate un buco nel centro, nel quale metterete le uova ed 1 cucciaio di olio e.v.o.
2. Coi rebbi di una forchetta cominciate a sbattere le uova e ad amalgamare pian piano tutta la farina, finchè non otterrete un composto piuttosto morbido, quindi cominciate a lavorare con le mani, per inserire tutta la farina all'interno dell'impasto.
3. Mettete ora l'impasto sulla spianatoia, e lavoratelo, finchè non sarà liscio e perfettamente omogeneo.
4. Formate una palla e riponetela nella ciotola e copritela con un canovaccio, possibilmente vicino ad una fonte di calore, per farla riposare 30/40 minuti.
5. E ora, stendete l'impasto col matterello, girandolo di 1/4 di giro , man mano che lo lavorate, per farlo crescere ben circolare. Non dimenticate di spolverare la spianatoia con la farina, per non far attaccare l'impasto, e di tanto in tanto aggiungete un pò di farina anche sulla pasta. Questo darà anche una superficie più ruvida alle tagliatelle, oltre che evitare che l'impasto si attacchi.


6. A me piacciono un pò più spesse, comunque lo spessore della sfoglia va da 0,5 a 1 mm circa.
7. Con un coltello tagliate a metà il disco di pasta ottenuto, infarinate bene, e sovrapponete le due metà.
8. Cominciate ora ad arrotolare la pasta.


9. Con un coltello tagliate l'impasto ogni 8 mm circa.
10. Adesso con delicatezza srotolate l'impasto e aggiungete altra farina, diradandolo con le mani sulla spianatoia per non far attaccare le tagliatelle tra loro. Fatele riposare 20 minuti.



11. Mettete a bollire una bella pentola di acqua salata. Appena l'acqua bolle, buttate le tagliatelle, che saranno pronte da scolare in circa 2 minuti. Le vedrete proprio affiorare.
12. Scolate, condite e buon appetito!



La prossima volta magari facciamo anche un sugo, perchè Diego si è lamentato che quello comprato "SA DI NIENTE!"







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